L’informatica nella vita di UP
Ci spaventa ciò che ignoriamo
Ci hanno insegnato fin da piccoli a temere gli sconosciuti e quindi è naturale, e spesso salvifico, diffidare di ciò che ignoriamo. Spesso possiamo rimanere per tutta la vita nel nostro dubbio, ma in alcune occasioni potremmo invece scoprire nuove risorse e strumenti utilissimi.
Abbiamo quindi avuto un’idea audace: dedicare una sezione del nostro sito internet alla tecnologia e all’informatica come supporto alla vita di tutti i giorni.
Audace, certo: perché ospitare articoli del genere sul sito della nostra Unità Pastorale? Perché vogliamo liberare il mondo digitale dai tristi pregiudizi che lo vedono come scorrelato dalla vita cristiana o addirittura in contrapposizione.
Pensavamo di chiamare il progetto “Smart-UP”.
Ma andiamo con ordine.
La Chiesa e Internet
Nel 2002, la Santa Sede, tramite il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, pubblicava un documento intitolato "La Chiesa e Internet".
Nel 2002.
La Santa Sede.
Chi vi scrive, che oggi si crede di un tanto dignitoso livello tecnologico, nel 2002 aveva imparato da poco a distinguere un sito internet da una e-mail. E la Santa Sede, istituzione che nell’opinione pubblica è inerte se non addirittura refrattaria ai cambiamenti, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II era già stata in grado di fare una lucida e lungimirante analisi sulle potenzialità positive che internet avrebbe potuto donare alla comunità cristiana, se opportunamente compreso e utilizzato.
Ancora più notevole: in quel documento ci si riferisce al Concilio Vaticano II: il decreto "Inter Mirifica" trattava già, con la stessa lungimiranza, di stampa, cinema, radio, televisione e simili come strumenti di comunicazione sociale che "se bene adoperati, offrono al genere umano grandi vantaggi, perché contribuiscono efficacemente a sollevare e ad arricchire lo spirito, nonché a diffondere e a consolidare il regno di Dio".
Nel 1963.
Per darne un contesto: quelli erano gli anni in cui il Maestro Manzi insegnava a leggere e a scrivere a più di un milione di persone attraverso il programma “Non è mai troppo tardi”, in onda sulla RAI.
Quindi possiamo permetterci di dire che la tecnologia non è “il” male. Può essere usata per mille fini diversi, “in mille modi diversi, in mille momenti diversi”; invece l’ignoranza di come possa essere usata in modo corretto è uno dei peccati di cui potremmo fare a meno.
Cosa troverete in Smart-UP?
Da qui parte l’idea di descrivere, un po’ alla volta, singole necessità per le quali, negli anni, l’ausilio del computer è stato risolutivo o quantomeno utile. Potremmo parlare, per esempio, di:
- Reperire informazioni: come possa essere utile la consultazione del sito dell’unità pastorale upmc8.com e come possiamo contribuire a renderlo ancora più utile.
- Avvisi e bacheche: Come possiamo imparare un uso moderato e consapevole dei social (come Whatsapp, Facebook, Instagram eccetera), quali sono e come funzionano i social già presenti in UP.
- File e Calendari condivisi: un esempio tra tutti, l’utilizzo di Google Calendar e Google Drive, che può rendere veloci ed immediate alcune comunicazioni.
- Programmi di videoscrittura dedicati in particolare alla compilazione di canzonieri e di canti reperibili online.
- Pubblicazione e distribuzione di video e di registrazioni di eventi: YouTube e Facebook ci hanno permesso di condividere con un pubblico molto ampio eventi particolari avvenuti nella nostra comunità, in pandemia e anche successivamente.
- … e altro che nel frattempo ci verrà in mente.
Non rispetteremo questo ordine, come non sappiamo quanto costanti saremo nella scrittura e quanti autori differenti contribuiranno alla stesura, ma desidereremmo procedere con questo progetto, per descrivere le soluzioni trovate, perché le buone pratiche siano condivise con tutta la comunità e perché possano nascere altre idee.